La grande fuga…in massa!

Oramai è passato un mese dal mio primo articolo e mentre la maggior parte delle persone erano in vacanza e raramente, se non mai, hanno acceso il pc, la domanda che maggiormente mi pongo è la seguente: << è possibile che i commenti delle persone che hanno acceso il pc siano siano stati solo di due tipi? >> Si differenziano: i primi che sono di condivisione piena, per le nostre critiche rivolte al leader di questa organizzazione, ma poi nessuno si espone. Per timore? O per non conoscenza? Mah!!!…[…]… I secondi, fatte dalle persone appartenenti a questo leader, che tra insulti e minacce, ci chiedono di pubblicare loro teorie senza ne prove ne documentazioni, oppure ci indicano altre società da criticare, tra l’altro neanche italiane, probabilmente per distogliere la mia attenzione da loro. Dico io:<<possibile che nessuno abbia della documentazione la quale contrasti i nostri dubbi in merito?>> Con tre articoli, io e i miei collaboratori, abbiamo messo in evidenza tre critiche concrete e razionali; discutibili e opinabili dalla controparte come prevede la civile libertà di parola del nostro paese, ma comunque ricchi di interrogativi.

Al momento l’unica persona che si è fatta viva, con documenti alla mano, è stato il nostro intervistato, Roberto -vedi art. precedente- il quale ci ha spiegato che la società (cioè la ditta distributrice) -stando a ciò che dice il nostro intervistato- è una struttura che usa un sistema etico e meritocratico. Questa azienda, però, si occupa semplicemente di rivendere dei prodotti, più o meno di qualità, a prezzi “più o meno” di mercato. Ma  la promozione e le informazioni divulgate sono delegate ai leaders.

Le mie critiche, alimentate da sconcertanti dubbi, sono chiare e basate su fatti, che nessuno a tuttora ha smentito oggettivamente. Riassumiamole:

1)      Non è corretto dire che: << fare la spesa con noi, nella nostra azienda, risparmi >>, quando il loro stesso piano incentivi dichiara di distribuire oltre il 60% del fatturato, come compenso, ai venditori. Nessun sistema distributivo alternativo cede tale percentuale al segmento vendita.

2)      Non si può neanche affermare che l’investimento di 2500€, per l’acquisto di macchine da caffè, per poi regalarle senza nessun contratto di comodato, e usufruire di una rendita per la vendita delle capsule: << sia un affare >> Molte aziende concedono la macchina in comodato d’uso gratuito mentre, molte altre, vendono le capsule a prezzi decisamente più bassi. A questi dubbi il loro leader a risposto che: << Non è vero, solo quelle compatibili, e non originali, sono più basse di prezzo >>. Non vi nascondo che dopo questa risposta mi sento preso per un cretino, perciò Le chiedo: PERCHE’, VOI VENDETE CAPSULE ORIGINALI? Vi segnalo uno dei centinaia di siti che vendono capsule tra i 12 e 21 centesimi con l’acquisto di un solo pacco da 100, capsule originali. http://www.breakshop.net/

3)      Perché un loro leader -non so se ce ne siano altri, probabilmente si- deve usare un’ identità falsa? Chiunque legga sul loro gruppo di Facebook le sue risposte, lui stesso ammette la sua falsa identità, non smentendola. Contesta solo la mia ipotesi sul reato fiscale; “anche se è evidente che se io producessi di fatto un reddito, ma questo reddito fosse cumulato sul reddito di qualcun altro, è probabile che ci possa essere una discrepanza d’imponibile”. Altra cosa: perché nessuno della loro organizzazione, che abbia letto il mio blog, si azzardi a svelarne la vera identità di questo Arturo Primo?….Timorosi? Reverenziali? O Riconoscenti?

Una cosa che mi aveva anticipato “Roberto”, oltre agli insulti più variegati e alle frasi intimidatorie che avrei ricevuto da alcuni componenti di questa organizzazione, opinabilmente comprensibili, era la loro FUGA da Facebook. Da quando è uscito il mio primo articolo il leader, ha pensato bene di adunare “la truppa” per migrare: come fosse un esodo estivo al rientro dalle vacanze, per creare un altro gruppo inaccessibile a occhi indiscreti o, per meglio precisare: un gruppo segreto.

Ho letto, sempre su Facebook, che qualcuno ha chiesto la motivazione di questa chiusura del gruppo, e la risposta è stata la seguente: << lo faremo più bello >>. Anche in questa affermazione mi domando se ogni cosa che venga detta, da questo leader, bruci i neuroni a ogni appartenente della stessa…[…]…? Su Facebook, come tutti sanno, non c’è possibilità alcuna di modificare: impostazione grafica, funzioni o modo di postare: TUTTI I GRUPPI SONO IDENTICI, BELLI ALLA STESSA MANIERA. Oppure quella risposta, non meramente tecnica, celava un: non voglio confrontarmi con Giulio Cesare? Preferisco scappare? Non voglio essere criticato da nessuno o, più semplicemente: non voglio che qualcuno giudichi il mio operato? Molte sono le domande. Se così non fosse chiedo al signor Arturo Primo di accettare la mia richiesta, con il mio account, sul nuovo gruppo, come osservatore e critico, senza “se” e senza “mah”. In cambio, come impone la corretta trasparenza, gli chiederò pubblicamente scusa su questo blog. Se invece dovesse declinare la mia richiesta beh…vorrei che mi spiegasse, chiaramente, PERCHE’ STA SCAPPANDO.

Vi chiedo altresì, sempre se voi non abbiate niente per cui esitare, l’invio dei vostri documenti che smentiscano queste mie critiche, ricche di dovizia in ogni suo particolare. Promesso verranno pubblicate. Spero che smentiate la mia domanda più frequente che mi ronza come una mosca quando si è spenta la luce e non ci fa dormire, è la seguente: perché un leader ha bisogno di una falsa identità? Perché, chi conosce il vero nome non lo dice pubblicamente? Omettendo tale informazione comincio a domandarmi, com’è ovvio, che i membri di questo gruppo siano intimoriti…[…]… da questo personaggio?

Se lui non è un mafioso, come ci ha assicurato Roberto, e ne sono convinto anch’io, perché mai le persone lo temono? I veri leaders, anche quelli che sono stati passati per le armi nei tempi passati, non hanno mai occultato la propria identità, mai! Perché lui, invece, ha cosi tanto bisogno di mantenere segreta la sua identità?

Ciò che posso provare a ipotizzare, per esperienza, è che questa persona sia un dipendente pubblico. Probabile che il timore che incute dipende proprio dal suo lavoro? Potrebbe essere nell’esercito, forse un militare, un poliziotto o, peggio ancora, un carabiniere. Ma ripeto e ribadisco: questa è solamente un’ipotesi, un’idea personale che attende di essere smentita, preferibilmente dal diretto interessato. Se questa ipotesi fosse concreta, il comportamento di questo signore non sarebbe sicuramente etico, sopra ogni ragionevole dubbio.

Se consideriamo che da quattro anni a questa parte, nel nostro paese, si è palesato un periodo da dimenticare dovuto agli ingenti sforzi che ogni famiglia è costretta a fare, giusto per arrivare a fine mese, a causa di una crisi stagnante. Il governo sta toccando: pensioni, sanità e istruzione, chiedendo sempre più sforzi ai cittadini. Anche la Guardia di Finanza e altri enti preposti si stanno impegnando, oltre ogni umana misura, per scovare evasori e furbetti. Adesso è ora di finirla che a farne le spese siano solo sempre i cittadini. E’ giusto che chiunque debba pagare paghi, chiunque. Anche il dipendente pubblico, che sotto mentite spoglie, quindi un clandestino, faccia un’ulteriore lavoro incompatibile con il primo, non può definirsi una persona etica, morale, e prettamente congruente al proprio giuramento fatto con madre patria: l’onestà. Un mio collega, qualche tempo fa, scrisse un articolo proprio su questo argomento. Ve lo linko affinché tutti possiate capire quello che ho appena esposto:

http://www.forzearmate.org/sideweb/2009/rassegna-stampa/doppio-lavoro-brunetta_091024-597.php

Ma lasciamo da parte le ipotesi ed entriamo nei fatti. Con l’intervista fatta a Roberto è emerso che questa organizzazione conta migliaia di iscritti. Secondo lui oltre il 90% lascia l’attività dopo poco tempo; sarà perché non è allineato con il capo, sarà perché le promesse fatte non vengano mantenute, o forse perché vengono allontanati in quanto critici o ritenuti impertinenti. Fatto sta che solo qualche centinaio di collaboratori rimangono attivi. A tal proposito il loro leader ci risponde che: Roberto è un bugiardo, che la loro organizzazione fa oltre 400.000€ di fatturato mensile. In effetti, sul loro gruppo, l’obiettivo di questo mese era di: 1.000.000€ -o di punti, scusate la mia imprecisione, ma sono perfezionismi solo per chi è del mestiere-, comunque un notevole fatturato. Questo leader sostiene che tale fatturato non è possibile farlo con poche centinaia di incaricati. Partiamo dal fatto che anche qui non mi vengono forniti documenti, per avvalorare la loro tesi, ma, ipotizziamo anche il fatto che gli incaricati attivi facciano poche centinaia di euro di fatturato mensile. Sarà vero che questa società fatturi così tanto? Mi chiedo: è vero che questa società sia così in crescita, e quindi sia presumibilmente sana in un periodo di crisi come questo? Oppure sarà l’ennesima bugia bianca detta per incoraggiare gli “schiavi” che sgobbano al fine di trasportare i pesanti macigni di granito per il faraone?

Non potevamo non indagare per comprendere l’attendibilità di Roberto. Per capire se voleva una semplice, quanto personale vendetta, per qualche torto subito o se più semplicemente voleva veramente tutelare gli ignari collaboratori dicendo alcune verità scomode. Dopo un’indagine mi sono accorto che i dati reali sono quelli di Roberto. Una società, qualunque sia, che fatturi 400.000€ mensili, dovrebbe fatturarne per logica matematica: 4.800.000€ l’anno. Probabilmente è una stima a ribasso poiché mesi, tipo Agosto, la richiesta era di raddoppiare gli standard di produzione. Comprendo che se uno viene riconosciuto come un leader non si controlla quello che dice o che scrive. Ma il sig. Arturo Primo non è il mio leader e io controllo se lui fa un’affermazione. Dopo i miei controlli cosa ho scoperto? Roberto ha ragione. Quindi non è lui che mente. Ho visionato l’ultimo bilancio depositato dalla società. Ve lo mostro qui di seguito.

Evito, per motivi di logica letteraria vista la lunghezza di tale documento, di mostrarvi tutte e 26 le pagine, riportando quelle che maggiormente ci interessano. Ognuno di voi può richiedermi l’originale integrale e visionarlo per intero.

Leggiamolo insieme e capiamo se vale la pena investire in questa società. L’anno scorso la società aveva fatturato 1.302.589 €, cioè questa è la somma di tutta la merce venduta ai clienti finali. Questa cifra è altresì comprensiva delle provvigioni dirette e indirette. I calcoli sono semplici ed evidenziano una presenza di non più di 300/400 incaricati che con poche centinaia di euro di fatturati mensili arrivano abbondantemente a quella somma in un anno, come aveva appunto detto Roberto. Allora, perché un leader ha bisogno di mentire? Perché ha bisogno di nascondere la sua vera identità? Non vorrei pensare alla ben più sconcertante cosa ma: perchè ha bisogno di mentire sui numeri?

Ma non è finita qui. Nel bilancio si evince, dallo stato patrimoniale, che le società non ha laboratori propri, con 78.000€ di immobili qui a Roma non compri neanche un garage, non hanno ricercatori o scienziati, guardiamo il TFR accumulato è 8.721€ non è certo quello di un’azienda che ha un equipe di ricercatori, quindi si evince che, almeno che non sia una succursale di qualche multinazionale estera, non hanno  produzioni proprie, non hanno brevetti propri, non hanno prodotti di loro proprietà. Non essendo il produttore delle merci vendute, le acquistano da altri produttori. Converrete con me che così facendo, il prodotto viene acquistato ricaricato del costo della rete e dei margini aziendali e viene rivenduto. Questo avvalora la nostra prima critica ovvero: se si acquista un prodotto, per poi rivenderlo attraverso MLM, il ricarico dovrà essere dal 150% al 300%. Vi faccio un piccolo esempio fattomi dal nostro economista. Compro un prodotto a 40 e devo rivenderlo a 100 per poter dare il 60% alla rete. Così facendo il ricarico è del 150%, -senza calcolare le spese e gli utili aziendali-. Come si può allora affermare l’ormai mitica frase: ACQUISTA CON NOI RISPARMIANDO E GUADAGNANDO? Immaginatevi se un giorno il produttore decidesse di distribuire quel prodotto a qualche negozio o, ancor peggio, a qualche grande centro ipermercato. Credete che il negozio lo ricarichi di cosi tanto? Un negozio ha un ricarico intorno al 20/30%.

Continuiamo a leggere il bilancio e notiamo che le passività e le attività si annullano, facendoci evincere, come abbiamo visto dai documenti sotto riportati, che la società non è patrimonializzata, cioè non ha un capitale in caso di crack finanziario. Premetto che non corre l’obbligo, sia ben inteso, di patrimonializzarla, ma è solo così, giusto per capire e valutare la solidità di tale società. Questa società non ha nessuna proprietà, cioè se ha 100 di possesso ha 100 di debito.

Ma guardiamo ancora un po’ il bilancio di questa super società, a detta dei leaders. Nell’esercizio d’impresa 2011 la società è in PERDITA. Si cari lettori questa super società è in perdita! Ovvero tutti guadagnano favolose cifre tranne i proprietari, ma…[…]… com’è possibile? Secondo voi è credibile che i leader guadagnino cifre da capogiro e i proprietari nulla? Ormai le chiacchere sono a zero ed è imbarazzante.

Purché non conosca  i titolari e  credetemi sono dispiaciuto per loro i qual, a quanto pare, non guadagnano un becco di un quattrino. Come fa un leader di una società, ad affermare che lavorare in questa società vi farà realizzare qualunque sogno, in cui il proprietario in primis non ha utili? Come si fa ad affermare che i venditori possano guadagnare cifre da capogiro? Il bilancio è chiaro questa società non genera profitto, è semplicemente in perdita. La società malgrado ha avuto ricavi per 1.398.502€ è in perdita di 3.437 € nell’anno 2011. Io non investirei in una società che non genera profitto, ne tempo ne denaro.

Ora mi rivolgo a chiunque sia a conoscenza dei fatti :<< io sono a vostra completa disposizione per valutare la vostra documentazione e pubblicarla. Sono una persona umile, che sa chiedere scusa se si sbaglia. Non è mia intenzione denigrare nessuno, lungi da me questa ipotesi, anzi, ma nessuno può togliermi il diritto di critica, solo una dittatura. Io, i miei lettori, e altri consumatori, vorremmo risposte esaustive e documentate alle critiche che vi vengono mosse, non semplici chiacchiere. Non voglio pensare, neanche per un secondo, che la vostra migliore risposta sarà la FUGA. La gente deve sapere e non è scappando che risolverete le cose.

Vorrei concludere con un messaggio al sig. Arturo Primo il quale, se avrà il coraggio di accettarmi su facebook nel nuovo gruppo e di rispondermi, non lo faccia balbettando e chiedendomi di chiuderla qui, ma lo faccia con una documentazione chiara e inopinabile.

Io non so chi sia lei, e non so neanche il motivo di questa sua necessità di nascondere la sua identità, affari suoi. Quello che spero, per lei, è che non sia un militare poiché, se cosi fosse, non si metta a fare l’avvocato o il PM, non ne è capace. Loro, i magistrati, lavorano rispettosamente per il popolo italiano nelle aule dei tribunali e non vendono saponette. Oltre l’art 595, doveva pubblicare anche: l’art. 596 che parla della nullità delle prove dei delitti sulla diffamazione. Lo faccio io per lei.

Articolo 596. Esclusione della prova liberatoria. Il colpevole dei delitti preveduti dai due articoli precedenti non è ammesso a provare, a sua discolpa, la verità o la notorietà del fatto attribuito alla persona offesa.

Tuttavia, …[…]….Quando l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la prova della verità del fatto medesimo è però sempre ammessa nel procedimento penale….se la persona offesa è un pubblico ufficiale ed il fatto ad esso attribuito si riferisce all’esercizio delle sue funzioni;

Come per Roberto, manterrò l’anonimato di chiunque voglia inviarmi documentazione, raccontarmi la sua esperienza e fornirmi delle prove a discolpa, o a colpa, delle critiche sin qui esposte.

Il vostro Giulio Cesare

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creatore dell'impero romano e salvatore degli schiavi d'Egitto

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