Nefertari, la piramide e il faraone dei salami.

Navigavo spensierato su internet quando, informato tramite telefono, da un amico d’infanzia, sono messo al corrente dell’esistenza di un’azienda un po’ troppo magnanima e comincio a indagare. Anche lui, come me, nell’ora di biologia, non si limitava a dare la scossa alle rane per fare aprir loro le zampette, ma le vivisezionava per il mero gusto della curiosa conoscenza.

La curiosità, però, è come un tatuaggio: te la porti appresso per sempre. Grazie ad essa, e a questo mio amico impiccione, ho trovato –rinvenuto…- il nome di un’aziendina su cui informarVi di alcune cosette… […]… e dopo diverse ricerche, non poco faticose, arrivo a scoperchiare il primo coperchio vedendo cosa bolle in pentola. Per il mio lavoro è una vera manna ma per i consumatori, e alcuni ingenui incaricati di questa straordinaria casta, forse lo è un po’ meno. La ricetta è quasi sempre la solita.

Si prende il nome di una bellissima regina Egizia, Nefertari, s’impasta con dei prodotti a bassissimo prezzo, si trova un filantropo in buona fede, si cerca un leader che si “autoproclami” faraone e il pranzo, stra-riscaldato, è servito. Pare che il loro sistema, avendo regine e faraoni, sia piramidale, coperto da M.L.M.; probabile sia una truffa? O magari è sfuggito qualche cosettina a qualcuno…[…]…?

Dopotutto il mondo “legalefinanziariocommerciale”: è complesso! Il mio carattere ottimista, però, e la fiducia verso il prossimo, mi porta sempre a vedere il buono nelle persone e il nobile operato delle azioni, in ambienti come questi. Non oserei mai pensare che qualche loro incaricato, preso da frementi manie di carriera mentre si frega le mani, invogli qualche sprovveduto a entrare nel loro sistema convincendolo che: VERRA’ PAGATO; ma solo se farà la spesa da loro? In realtà non è spiegato, o forse è ingenuamente omesso, che tutti i prodotti costano di più della normale distribuzione. E vabbè, non spacchiamo il capello in quattro, e che diamine. Potrà sfuggire qualche scomoda verità per dire una bugia bianca detta per il sano profitto verso la propria azienda?

Allora interpello alcune persone molto più ferrate di me in ambito legale. Dopo aver letto il mio articolo, mi spiegano alcune cosette semplici semplici. Innanzitutto nel mondo legale-giuridico non esistono colori alle bugie ma, più semplicemente, esiste solo la mendacia. Perciò: se dico una menzogna per trarre profitto economico da essa, ciò non è truffa? Il raggiro verbale, fatto a mo’ di Mago do Nascimento, nei confronti di uno sprovveduto, o per meglio dire: di una persona poco informata in materia, non è vilipendio al patrimonio? Se così fosse, queste ingenue bugie dette all’ombra della piramide, sarebbero aggravanti di reato e perseguibili d’ufficio. E se i prezzi maggiorati di alcuni prodotti, che avrebbero dovuto essere inferiori per far risparmiare le famiglie che hanno creduto in questo geniale progetto, andassero nelle saccoccie di un faraone al vertice della piramide? …[…]…Mhhhh.

Uno schiavo di questo Egitto made in Italy, avvicinandolo su internet, mi regala un papiro con alcune preziose informazioni inerenti una “cosa” chiamata: piano marketing. Mi dice che qui, a Roma, presso l’Hotel Idea, si ritrovano per spiegare questo semplice piano marketing una volta a settimana, con un simpatico schema del: dare per avere. Sembra addirittura, e dico sembra, che il 65% di questi proventi vada proporzionalmente ripartito, a seconda dalla posizione di casta, a riempire i forzieri di saggi strateghi posti al vertice piramidale. Il restante 35%, invece, pare sia suddiviso tra: la Regina Nefertari, e il costo reale del prodotto.

Domanda: ma solo una piccolissima parte è il “reale” prezzo del prodotto? Nel papiro datomi, pare a conti fatti, che i prodotti acquistati a 100 siano venduti a 400, altro che: entra con noi risparmi e sarai ri-pagato se farai la spesa nella nostra struttura. Questo slogan faraonico, di unica bontà, sarà inculcato come must a tutti i collaboratori/clienti che acquistano all’ombra di questo “M.L.M”? Da quello che dice il mio prezioso contatto, mi accorgo che è stato ben indottrinato. Caspita. Ha una tecnica incredibile. Quasi quasi riesce a convincermi a entrare, poiché l’ingresso è totalmente gratuito: privo di obblighi. Scopro però, dopo alcune domandine a trabocchetto, che c’è un piccolo pagamento vicino ai 20€; quindi non è gratuito.

Adesso mi pongo una domanda: ma una volta che un individuo entra in questa struttura, dovrà rendere omaggio al faraone con un minimo ordine mensile, tutti i mesi, per rimanere parte integrante di cotanta casta? Indagherò molto più a fondo su quest’ambiziosa azienda che divide le sue vendite tra: una marmellata alle fragole e un sistema fotovoltaico ohhh se indagherò.

Vi prometto, impegnandomi sin da ora, che scoprirò, e pubblicherò, come ho fatto per altre “aziendine emotefotto”, il nome del faraone che vende i salami, dei suoi sacerdoti e di tutti gli scribi che lo attorniano. Attenderò altresì ogni sorta di: chiarimento, giustificazione, spiegazione e, per i meno forgiati all’arte della comunicazione, anche improperi.

(continua…)

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Informazioni su cesarediroma

creatore dell'impero romano e salvatore degli schiavi d'Egitto

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